Idoneità alloggiativa a Milano: quando serve, requisiti, tempi e documenti
Idoneità alloggiativa a Milano: quando è richiesta, i requisiti del DM 1975 e del regolamento comunale, i documenti e l'iter fino all'attestato firmato.
Milano è una delle città italiane dove l’idoneità alloggiativa viene richiesta più spesso: è un grande polo di immigrazione e di lavoro, e l’attestazione serve per ricongiungimento familiare, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, contratto di soggiorno per lavoro e altre pratiche. Allo stesso tempo è una città di appartamenti piccoli e densamente abitati — ed è proprio qui che molte pratiche si bloccano.
Questa guida spiega come funziona l’idoneità alloggiativa a Milano: quando serve, cosa si verifica, quali documenti preparare e con quali tempi.
Quando serve a Milano
I casi sono quelli previsti dal Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs 286/1998), uguali in tutta Italia:
- ricongiungimento familiare (art. 29);
- permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (art. 9);
- contratto di soggiorno per lavoro subordinato (art. 5-bis);
- coesione familiare e alcune conversioni del titolo di soggiorno.
Quello che cambia da città a città non è quando serve, ma la forma del documento e la prassi dello sportello che lo riceve: dare per scontato uno standard diverso da quello applicato a Milano è una delle cause più frequenti di richiesta di integrazione o di rigetto.
Cosa si verifica: DM 1975 e regolamento comunale
Il riferimento nazionale è il Decreto del Ministero della Sanità 5 luglio 1975, che fissa i requisiti igienico-sanitari minimi: superficie dell’alloggio in rapporto agli occupanti (monolocale ≥ 28 mq per 1 persona, ≥ 38 mq per 2), superfici minime delle stanze (camera singola ≥ 9 mq, doppia ≥ 14 mq, soggiorno ≥ 14 mq), altezza media 2,70 m.
A Milano, come in molti Comuni, a questi minimi nazionali si affianca il regolamento edilizio e d’igiene comunale, che può aggiungere requisiti su aerazione, illuminazione e dotazioni. La verifica va quindi fatta tenendo conto di entrambi i livelli.
Il punto critico a Milano è la superficie. Nei bilocali e trilocali compatti tipici della città, basta un occupante in più rispetto ai metri quadri disponibili per far saltare l’idoneità. Va calcolata stanza per stanza, non “a occhio” sui metri totali.
I documenti necessari
Per avviare la verifica servono di norma:
- planimetria catastale dell’alloggio (da visura catastale);
- contratto di locazione registrato o titolo di proprietà;
- documento di identità del richiedente.
Se la planimetria non è aggiornata o non corrisponde allo stato reale dell’immobile, va sistemata prima: la difformità catastale è, insieme alla superficie, il secondo motivo tipico di blocco.
L’iter e i tempi
Il percorso è lineare:
- raccolta documentale e verifiche preliminari sui dati catastali;
- sopralluogo del tecnico: rilievo metrico e controllo dei requisiti;
- relazione di idoneità alloggiativa firmata da un tecnico abilitato, conforme al DM 1975 e al regolamento comunale;
- consegna del documento, pronto per il deposito presso l’ufficio competente.
I tempi si concordano caso per caso in funzione della disponibilità sul territorio milanese; di norma l’iter si chiude in pochi giorni lavorativi, con una data comunicata in anticipo.
In sintesi
A Milano l’idoneità alloggiativa è un passaggio tecnico ricorrente e, per via degli appartamenti compatti, delicato sul fronte della superficie. Conoscere i parametri del DM 1975, tenere conto del regolamento comunale e affidarsi a un tecnico che conosce la prassi milanese è il modo più solido per non perdere tempo su una pratica di immigrazione.
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